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La Chiesa colleggiata
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La Chiesa Madre
dedicata a San Niccolò di Bari
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Le origini della nostra comunità
La presenza di cristiani nella piccola realtà di Monteprandone si può segnalare fin dai primi secoli dopo Cristo, comunità che diventerà più organizzata e grande tra l’800 e il 1000. Dall’anno mille in poi la chiesa di Monteprandone inizia a prendere sempre più forma attorno al monastero di San Leonardo (costruito dai monaci farfensi) e alla prima chiesa dedicata a San Nicola di Bari.
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La Chiesa Madre
dedicata a San Niccolò di Bari
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la nuova chiesa nel 1800
Perchè con una colleggiata così bella ed imponente, posta al centro del paese e sovrastante tutto Monteprandone, hanno voluto costruirne un’altra?
E’ presto detto: il vecchio edificio stava diventando pericolante. I continui cedimenti, il tetto rovinato e forse il numero dei fedeli sempre più numeroso portò i canonici e il preposto a pensare, durante la metà del 1700, di realizzare una nuova chiesa, più grande e più sicura.
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L'organo del 1858
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Il preposto Parroco che diede avvio ai lavori, nel 1805, si chiamava Cappella don Liborio, ma di fatto l’inizio dei lavori avverranno solo nel marzo del 1808 quando si pose la prima pietra.
A quel tempo c’erano 15 canonici che officiavano, a fine secolo ne erano rimasti solo 3. Nel 1899, con la morte dell’ultimo dei canonici, decadde il titolo di collegiata e resterà a San Nicola quello di chiesa prepositura. Anche questo fu soppresso negli ‘80 del secolo scorso.
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Altare del S.S. Sacramento
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I sei altari laterali
Sono stati realizzati nel 1837 riutilizzando parti dei vecchi altari e le statue che appartenevano alla vecchia chiesa.
Partendo dal fondo della chiesa a sinistra troviamo:
Entrando a sinistra incontriamo il battistero, in marmo, costruito nel 1935 su volere del preposto Giuseppe Caselli (fece realizzare anche la balaustra).
- L’altare di San Giuseppe. Voluto dal Conte Montani il quale donò anche il pregevole quadro di autore ignoto marchigiano del 1700.
- L’altare del Rosario. La statua della vergine delle vittorie del 1600 ricorda la vittoria di Lepanto. Stava nella vecchia chiesa ed era di proprietà della confraternita del rosario, oggi decaduta. Furono rifatte le vesti e il piedistallo dorato.
- L’altare del Santissimo Sacramento. Di proprietà della confraternita del santissimo sacramento, ha il tabernacolo scolpito in legno di fico e oro zecchino sovrastato da un tela raffigurante la cena di Emmaus. Il quadro, del 1841, è firmato in basso a destra dall’artista ascolano Ignazio Cantalamessa (1796 -1855). La confraternita prima di andare nella colleggiata aveva in uso l’altare della Madonna di Loreto. Prendendo l’altare del S.S. Sacramento ottene, in questo, la deposizione dell’eucarestia che anzichè stare sull’altare centrale era deposta su quello laterale.
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